AGRITURISMO
Montà (Cuneo)

Cascina Ponchietta

Siamo un agriturismo in Piemonte, in provincia di Cuneo, a soli 40 km dalla splendida Torino, 30 km da Asti e Bra, 22 km da Alba, capitale delle Langhe e del Tartufo.

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Disponibilità e prezzi

Arrivo il
Partenza il
Adulti
0-2 anni
3-12 anni

Le Masche (2+2) -monolocale con balcone-

Max: 4

2Letti Singoli
1Letto Matrimoniale

30 mq, Letto matrimoniale+castello, Bagno in camera, Fuochi, lavabo.

Scegli la data per verificare la disponibilità


Aria condizionata
Frigorifero
Finestre apribili
Solo doccia
TV
Wi-Fi gratuito
Piano cottura
Stoviglie, piatti e utensili
Animali domestici ammessi
Cambio teli bagno settimanale
Cambio biancheria letto settimanale

Dimensioni mq 30 + balcone + bagno mq 6. Il monolocale -Le Masche- si trova al primo piano del nostro agriturismo. In questo monolocale troverete: 1 letto matrimoniale per 2 persone (160 x 190 cm), 1 letto a castello per due persone, servizio privato con doccia, cucina con piastre ad induzione e sicurezza bimbo, frigo/freezer, lavello due vasche. tutto il necessario per cucinare, piatti e posateria varia, tovaglia, asciugamani da cucina, Aria condizionata, Tv satellite, Connessione Wifi gratuita, Zanzariera alle finestre.
Soggiorno minimo 3 notti. Nei mesi di Luglio ed Agosto è richiesto il soggiorno minimo di 7 notti, sabato/sabato.
La colazione è gratuita. La biancheria letto/bagno è inclusa; è previsto il cambio settimanale. Pulizia settimanale inclusa. Uso lavatrice in locale comune € 5.00 a lavaggio, detersivo ed ammorbidente ecologici inclusi.
RITI E TRADIZIONI DEL ROERO
Nella famiglia contadina, le lunghe veglie invernali sono la sede privilegiata per i racconti di masche, le streghe del Roero e delle Langhe. Il nome proviene da mascara, maschera, oggetto sin dall’antichità utilizzato a rappresentare l’idea della trasformazione. Nell’accezzione locale, la prima citazione risale al 643 d.C., nell’Editto di Rotari: -stria quod est masca-. Nella cultura orale roerina il termine indica persone, in genere donne anziane, che terrorizzano con incidenti più o meno gravi gli abitanti della comunità. Le masche operano al buio, all’imbrunire e sopratttutto di notte: all’insaputa dei loro stessi familiari e mentre il loro corpo resta inanimato nel letto, lo spirito esce, si trasforma in animale e si diverte a fermare i buoi al lavoro, a rovesciare carri, a procurare rotture agli attrezzi, a disorientare ed impaurire i viandanti. A volte non si accontenta e giunge a pratiche ben più crudeli, addirittura all’infanticidio. Fonte del loro potere è il libro del comando contenente tutte le formule magiche necessarie a dar corso ai malefici. Ma insieme al potere, il libro rappresenta anche la dannazione del possessore che, per quanto vecchio e ammalato, non riesce a morire se non passandolo ad un nuovo adepto. Il rituale di questa consegna è pieno di suggestioni: avviene alla presenza del diavolo in persona, di venerdì notte, necessariamente ad un quadrivio con un grande albero colpito da un fulmine. Le masche si subiscono; quando la loro azione è particolarmente grave si ricorre al prete o al -settimino; sulle persone sospettate di stregoneria la comunità adotta forme più o meno accentuate di isolamento e ripulsa. Tuttavia non mancano racconti di reazioni con menomazioni inferte all’animale nel quale la strega si è trasformata. Atti liberatori che hanno come effetto anche quello di svelare finalmente l’identità della masca: si taglia la zampa ad un gatto e l’indomani ci si accorge che che è rimasta monca una persona. La forza di queste credenze a Montà è attestata fina dal ‘500. Nei loro esiti più gravi:-Ambrogio figliolo di Bartholomeo Moresco, d’anni 12 circa – annota il 5 luglio del 1625 il curato Claudio Spagnolo – et sendo morto, per quanto io possi scoprire, di malleficio-. Come nei loro attori: Fiorina, vedova di Pietro Callorio, scrive lo stesso sacerdote il 25 ottobre del 1628, -morì sin il 20 del presente nelle carceri del castello per essere stata accusata per masca-. Credenze che segnano addirittura la toponomastica locale: un Ordinato dei primi anni dell’ ‘800 definisce -Via delle Masche- l’ultimo tratto dell’antico percorso che da Canale raggiungeva la torre campanaria della Villa. Una presenza che sino a non molti decenni orsono imponeva ai contadini di Montà tutta una serie di pratiche e accorgimenti. Precauzioni da prendere durante la gravidanza, raccomandazioni ai bambini nei rapporti da tenere verso soggetti della comunità ritenuti sospetti, sino all’obbligo di ritirare i panni la sera entro il suono dell’Ave Maria, affinchè non venissero ammascati.

Fe bale‘l‘Urs (2)+1 -camera-

Max: 3

1Letto Matrimoniale

Letti Aggiuntivi
1Letto Singolo

1 locale, Letto matrimoniale, Bagno, Televisione, Servizi per disabili

Scegli la data per verificare la disponibilità


Asciugacapelli
Finestre apribili
Solo doccia
TV
Wi-Fi gratuito
Animali domestici ammessi

Dimensioni mq 16.84 + bagno mq 3.53 . La camera -Fe bale’ l’urs- (Far ballare l’orso) si trova al piano terra e puo’ essere adibita ad uso singola, doppia o matrimoniale, con la possibilità del 3° letto aggiuntivo. E’ dotata di servizio privato, phon, Tv satellite, connessione WIFI gratuita. Accessibile comodamente anche dall’esterno è fruibile da persone con disabilità.
RITI E TRADIZIONI DEL ROERO
Nel calendario rituale contadino la festa che colpiva con più forza l’immaginario collettivo era senz’altro il carnevale. Si trattava infatti dei giorni in cui dominava l’eccesso, il divertimento, la voglia e soprattutto la possibilità universalmente accettata nella comunità, di fare ciò che nella restante parte dell’anno non era consentito. I contadini bevevano, mangiavano, i più giovani ballavano: esageravano in cose che normalmente erano limitate dalle ristrettezze economiche o dall’azione morigeratrice della Chiesa. Sottesa a questa licenziosità vi era una dimensione antica, derivante da rituali propiziatori legati ad un delicato momento di passaggio. L’inverno era quasi concluso e la natura si apprestava al risveglio. Un’usanza diffusa era quella di rappresentare il carnevale mediante animali quali il tacchino, la capra e l’orso. Simboli del carattere agreste dei riti di questo periodo, ma anche tra le forma più antiche di personificazione del carnevale. La loro uccisione o, nel caso dell’orso, la drammatizzazione di un dominio da parte della comunità, di un utilizzo in chiave farsesca, burlandosene, consente l’eliminazione del male, la purificazione della collettività in attesa del nuovo ciclo produttivo. A Montà era ancora attestata fino a metà secolo scorso l’usanza del fe balé l’urs, far ballare l’orso. Nei giorni di carnevale un giovane veniva buffamente agghindato con pelli e tradotto per le vie del paese con una catena al collo. Nel tragitto il travestito imitava i grugniti e le movenze dell’animale, importunava i passanti, alternava la pronta obbedienza ai padroni-dominatori che lo tenevano per il collare, a finte reazioni, tentativi di fuga, sottrazioni al controllo. Si tramandavano versioni ancor più grottesche di un -orso- senza pelli, ma ubriaco di vino, cosparso di miele e con appiccicate migliaia di piume e penne di galline. Un’esasperazione certo da leggersi solo più in chiave di rozzo tentativo di ricerca di spettacolarità. Ma che, paradossalmente; nella sua assurdità – la trasformazione di un orso in gallina – rimarcava in forma più netta le valenze originarie del rito.

IL FALO‘ (2) -camera-

Max: 2

2Letti Singoli

1 locale, Bagno in camera, Televisione

Scegli la data per verificare la disponibilità


Asciugacapelli
Finestre apribili
Solo doccia
Bidet
TV
Wi-Fi gratuito
Animali domestici ammessi

Dimensioni mq 14.00 + bagno mq 5.30 . La camera -Il falò- (il fuoco) è sita al piano superiore e può essere adibita ad uso singola, doppia o matrimoniale. E’ dotata di servizio privato con doccia, phon, Tv satellite, connessione WIFI gratuita.
RITI E TRADIZIONI DEL ROERO
Antico rito pagano di prosperità, presente nella cultura e nelle tradizioni delle popolazioni rurali di tutta l’ Europa, il carnevale segna il momento del trapasso tra il vecchio e il nuovo anno agrario, simboleggiato nel contrasto tra inverno e primavera, tra bene e male. Alla nuova annata si affidano giovanili speranze, mentre sul vecchio inverno si scaricano le colpe per la miseria e le sventure di tutta la comunità, attraverso un rituale dal significato catartico, di una vera e propria rinascita. In questa accezione, la manifestazione forse più significativa (e ancora oggi praticata) nel Roero era il falò che nella notte fra il Martedì Grasso e il Mercoledì delle Ceneri illuminava piazze e bricchi di tutti i -paesi delle Rocche-. Una variante molto diffusa nei borghi e nelle frazioni di Montà era l’usanza di issare sul falò un fantocc’(pupazzo), rappresentazione più realistica e diretta del -carnevale ucciso- di altre usanze coeve legate alla stessa ricorrenza (masé ‘i pitu, i magnin, i mulita, fé balé l’urs, canté ’l crin eccetera) Altra pratica molto diffusa era quella di aggiungere sulla sommità del mucchio di fascine accuratamente accatastate, una serie di rami di ginepro o canapa che producevano scintille. Dalla quantità di scintille che scaturivano dal fuoco, era ritenuto possibile pronosticare l’andamento dell’annata, la prosperità dei raccolti come la produzione dei bachi da seta. Intorno al falò si cantava, beveva, ballava, rompendo spesso anche violentemente con gli equilibri e le convenzioni sociali consolidate. Non a caso i festeggiamenti carnevaleschi erano quelli che destavano le maggiori e più insistenti preoccupazioni del Clero, che annualmente ne condannava le intemperanze e gli eccessi e ne faceva seguire quantoprima devozioni -riparatorie- collettive quali missioni, esercizi spirituali, quarantore. Un ritorno alla normalità che neppure l’autorità della Chiesa riusciva a garantire da subito. A Montà, la prima domenica di Quaresima, si celebrava ancora la festa del -Carvé vej- (carnevale vecchio) con un ulteriore falò e tanto di manifestazioni di corollario.


Siamo un agriturismo in Piemonte, in provincia di Cuneo, a soli 40 km dalla splendida Torino, 30 km da Asti e Bra, 22 km da Alba, capitale delle Langhe e del Tartufo. La nostra è pertanto una posizione centrale rispetto a tutte le principali attrazioni turistiche di Langhe e Roero; dal nostro agriturismo le potrete raggiungere tutte comodamente. Abbiamo a vostra disposizione 4 camere confortevoli con servizio privato (di cui una per persone con disabilità) e 3 Monolocali con cucina completamente attrezzata, per soggiornare in piena autonomia. Sia le camere che i monolocali sono dotati di TV LCD e connessione wi-fi gratuita. A disposizione dei nostri ospiti una piscina immersa nei vigneti per la stagione estiva ed un’area giochi esterna per bambini. Il nostro punto di forza, oltre al luogo meraviglioso in cui ci troviamo, è la colazione che vi proponiamo, genuina e generosa con i prodotti della cascina a Km 0, poi salumi, formaggi d.o.p tipici e stagionali di Langhe e Roero. Nel nostro agriturismo in Piemonte con piscina, potrete degustare i vini D.O.C. di nostra produzione: Langhe Nebbiolo – Barbera d’Alba – Langhe Freisa – Caio

Dalle ore 15:00
Fino alle ore 10:30
bambini 0/3 anni soggiorno gratuito, bambini 4/10 anni € 9.00 / notte
Ammessi solo di piccola/media taglia
Condizioni Generali Moreitaly.it
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  • Internet wireless
  • Accesso Disabili
  • Animali Ammessi
  • Piscina
  • Aria condizionata
  • Posto auto
  • Servizi lavanderia
  • Asciugacapelli
  • Tv Sat
  • Riscaldamento
  • Colonna ricarica e-bike

  • Escursioni
  • Visite guidate
  • Degustazione prodotti tipici
  • biciclette
  • motociclismo
  • benessere e Spa
WiFi gratuito
Parcheggio privato interno

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