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ESCURSIONI TERRA / VISITE GUIDATE
CALABRIA > COSENZA > FRASCINETO
Itinerario interreligioso Calabria: Ascetismo medievale tra eremi e cenobi
Frascineto - Cerchiara di Calabria
Itinerario interreligioso -Ascetismo medievale tra eremi e cenobi-: Frascineto (Madonna di Lassù) - Cerchiara di Calabria (Santuario Santa Maria delle Armi).

Eremo della Madonna di Lassù : si trova a nord di Frascineto, incavata nella roccia della montagna che si erige sul paese. Tra le sue mura, appoggiate sulla roccia, un tempo vi erano le celle per i monaci basiliani del monastero di San Pietro che si dedicavano alla vita contemplativa.
Dedicato alla Madonna delle Armi o degli Aramei, è comunemente conosciuto con la nomenclatura in lingua albanese -Shën Mëria Këtje Lart- (Madonna di Lassù). Nella seconda domenica dopo Pasqua i fedeli di Frascineto ed Eianina sono soliti far visita votiva in questo luogo.

Il Santuario di Santa Maria delle Armi (XV-XVI sec.), testimonianza significativa di arte rinascimentale. Il complesso architettonico, scavato in parte nella roccia, ingloba al suo interno la grotta che custodisce la miracolosa immagine nera della Madonna, conservata in una teca d’argento.
Sorge in un sito già anticamente dedicato al culto, come provano reperti risalenti al X secolo, rinvenuti in grotte rupestri del monte Sellaro. La sua costruzione – secondo la tradizione locale – cominciò nel 1440 allorché nel medesimo luogo, proprio in una di queste grotte, furono trovate alcune tavolette bizantine, tra le più antiche mai rinvenute, e l’immagine della Beata Vergine delle Armi (dal greco tòn armòn - -della grotta-), da cui il Santuario prende il nome. Al suo interno custodisce notevoli opere d’arte e argenterie barocche.
Nei pressi del Santuario si trovano i ruderi del monastero di S. Andrea. Di epoca Bizantina, fu edificato intorno al 950. Agli inizi fu retto dal monaco San Pacomio e poi da San Gregorio da Cassano.
ESCURSIONI TERRA / VISITE GUIDATE
CALABRIA > COSENZA > CASTROVILLARI
Itinerario interreligioso Calabria: Santuari mariani e tradizione ebraica
Castrovillari - San Sosti
Itinerario interreligioso -Santuari mariani e tradizione ebraica-: Castrovillari (Centro storico - quartiere della Giudecca, Santuario Santa Maria del Castello) - San Sosti (Santuario Madonna del Pettoruto).

Il nome -Castrovillari- deriva probabilmente dal tardo latino medievale castrum villarum (letteralmente -fortezza delle ville-). La cittadina fu fondata dagli aragonesi, a cui si deve lo splendido Castello Aragonese. È divisa in due parti separate dal celebre Ponte della Catena; la parte vecchia, detta Civita ed edificata su uno sperone calcareo, è caratterizzata da piccole viuzze e costruzioni molto caratteristiche. Vi si trovano la chiesa monumentale di San Giuliano, il Protoconvento Francescano e, su una altura, la celeberrima Madonna del Castello (festeggiata dalla popolazione l‘1 maggio). Nella piazza antistante la chiesa della Madonna del Castello, un cannone e un allarme antiaereo ricordano la guerra; l‘allarme suona tutti i giorni a mezzogiorno.
Sempre nella Civita si trova il rinnovato Teatro Sybaris, che ospita alcune importanti manifestazioni teatrali, musicali e di cabaret con artisti di fama nazionale.
Tra le altre chiese, si ricorda quella di San Francesco di Paola (in Corso Garibaldi, accanto al municipio), la Chiesa dei Sacri Cuori (erroneamente detta Cattedrale, poiché la Chiesa Cattedrale si trova dove è la Cattedra del Vescovo della Diocesi, in questo caso Cassano allo Ionio e nel periodo estivo nel paese di Mormanno dove è presente la Concattedrale), e la piccola chiesetta dell‘Eterno Padre, ubicata nella frazione Vigne, proprio accanto al fiume Coscile. Sorta sotto i piloni dell‘autostrada, questa chiesa è nota per una statua della Madonna che si dice abbia pianto sangue.
Tra le feste della tradizione castrovillarese, quella certamente più sentita è la -Festa della Madonna del Castello- che si tiene ogni anno all‘inizio di Maggio e dura tre giorni.
La Giudecca di Castrovillari
Una passeggiata nella Castrovillari sconosciuta, in quello spicchio di centro storico, chiamato ancora oggi Giudecca, che ha ospitato tante famiglie ebraiche sino alla metà del 1500 circa.
La Giudecca di Castrovillari, una delle giudecche più grandi dell’intero Mezzogiorno d’Italia, è uno scrigno di simbologie e leggende legate al periodo in cui era la dimora degli ebrei. Nonostante il tempo e l’uomo hanno ormai rimodellato il medievale quartiere giudaico, ancora oggi è possibile intravedere tracce significative di vita e cultura del -popolo errante-.

San Sosti: il Santuario della Madonna del Pettoruto sorge tra i monti del Pollino e fu edificato per accogliere l‘effigie mariana realizzata dallo scultore Nicola Mairo di Altomonte nel 1449. La storia popolare narra dell‘uomo che, ingiustamente accusato di omicidio, tentò la fuga nascondendosi tra le rocce del Pettoruto dove scolpì la statua della Madonna col Bambino. Riconosciuta più tardi la sua innocenza, ritornò a casa abbandonando tra i rovi, forse per dimenticanza, la scultura che fu poi ritrovata dal pastore sordomuto Giuseppe Labazia di Scalea. Quest‘ultimo ebbe una visione miracolosa, durante la quale gli apparve la Madonna che gli chiese di far erigere, ad opera dei pellegrini di San Sosti, una chiesa.
Si racconta che originariamente in quel luogo esisteva una cappella, risalente al 1200, che venne ampliata; purtroppo in merito alle successive modifiche apportate alla struttura le fonti non riportano notizie specifiche.
Attualmente la chiesa presenta una singolare facciata in stile neoromanico, realizzata nel 1929, suddivisa in due ordini con campanile cuspidato. Il Santuario fu elevato a Basilica Minore nel 1979.
ESCURSIONI TERRA / VISITE GUIDATE
CALABRIA > COSENZA > ROSETO CAPO SPULICO
Itinerario interreligioso Calabria: Stupor mundi. Alla corte di Federico II
Roseto Capo Spulico - Rocca Imperiale.
Itinerario interreligioso -Stupor mundi. Alla corte di Federico II-: Roseto Capo Spulico (castello) - Rocca Imperiale (castello e centro storico).

Il Castello di Roseto Capo Spulico, saldamente arroccato sulla scogliera, risale al X secolo. Come ricorda San Vitale da Castronuovo: è sulla -Petrae Roseti- che il Santo avrebbe fondato un monastero. Sui ruderi dell‘edificio sacro è sorto il -Castrum Petrae Roseti- nel secolo XI ad opera dei Normanni. Dopo accurate opere di restauro da parte della società proprietaria, risplende come classico esempio di architettura federiciana di derivazione templare.
Quella che vede il Castello Federiciano di Capo Spulico come luogo in cui venne custodita la Sacra Sindone non è una leggenda. Ci sono, infatti, diversi elementi e fonti di studi, tra cui alcuni scritti rinvenuti negli archivi zaristi, secondo cui nel castello, proprio Federico II custodì, per alcuni anni, il telo della Sacra Sindone.

Il castello svevo sorge a Rocca Imperiale ed appare come un‘enorme nave di pietra, la prua rivolta verso Sud, le grigie fiancate protette da torri simmetriche, e sopra coperta, il cassero scagliato nel cielo. Analizzandolo nei suoi elementi, risulta costituito da un mastio poligonale a scarpa i cui lati più brevi, a Sud, si innalzano su un profondo burrone e i rimanenti, e pianta quasi rettangolare, sono rafforzati da due torri cilindrico–tronco–coniche ad Oriente, da una a sperone allo spigolo Nord-Ovest (torre frangivento) a da altra cilindrica, a sezione costante, al centro del lato posteriore, ad Ovest.
A sua volta il mastio, tranne nei lati meno accessibili, è circondato da un muro di cinta provvisto di parapetto, che forma il fossato largo e profondo circa 8 metri; di un ponte levatoio esterno, di una via sopraelevata racchiusa in un bastione merlato anch‘esso a sperone, alto 20 metri e di un secondo ponte levatoio più grande, interno, che chiudeva il portale di ingresso.
Nella rocca, scaloni, arcate, fornici e spiazzali sorprendono ancora per il senso di vastità che vi impera; ma destano ancora assai meraviglia le previdenze e gli accorgimenti per rendere l‘edificio inespugnabile, mediante l‘assicurazione dei rifornimenti logistici con locali per deposito di olio e di grano, cinque cisterne a decantazione d‘acqua ed una finestra che dà sulla costa scoscesa ad Occidente, nonché le sporgenze delle torri, un triplice ordine orizzontale di feritoie e una lunga serie di merli per battere efficacemente da ogni punto e con pochi uomini il suolo circostante.
Non mancano scuderie razionali per i cavalli del signore e degli uomini d‘arme, casematte, sotterranei, corridoi intercomunicanti e trombe per l‘aerazione nelle torri; anzi diverse gallerie furono interrate e si dice che ve ne fosse una, ora non rintracciabile, di uscita segreta all‘esterno.




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